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Ich denke, im weitesten Sinne kann man dieses Stück als Progressive Rock gelten lassen.
Die Komposition ist von Alberto Villa, der zugleich auch als Texter und Schlagzeuger zeichnet. Außerdem hat er Teile des Hintergrundgesangs beigesteuert und Klavier gespielt (und weil ich das passend fand, habe ich es - entgegen seinem Wunsch, es durch "etwas Besseres" zu ersetzen, drin gelassen :) ).
Die komplette Liste der Beteiligten liest sich wie folgt:
Alberto Villa: Text, Musik, Klavier, Schlagzeug, Hintergrundgesang.
Domenico Mercurio (Mimmo): Lead-Gesang
Mick Loveling: Bass + Gitarre
Steffen Offermann (Stoman): Orgel, Streicher, Arrangement, Mix & Master
Ich hoffe, es gefällt.
Die Komposition ist von Alberto Villa, der zugleich auch als Texter und Schlagzeuger zeichnet. Außerdem hat er Teile des Hintergrundgesangs beigesteuert und Klavier gespielt (und weil ich das passend fand, habe ich es - entgegen seinem Wunsch, es durch "etwas Besseres" zu ersetzen, drin gelassen :) ).
Die komplette Liste der Beteiligten liest sich wie folgt:
Alberto Villa: Text, Musik, Klavier, Schlagzeug, Hintergrundgesang.
Domenico Mercurio (Mimmo): Lead-Gesang
Mick Loveling: Bass + Gitarre
Steffen Offermann (Stoman): Orgel, Streicher, Arrangement, Mix & Master
Ich hoffe, es gefällt.
Accendo la radio e li sento parlare
un tipo banale dall'accento volgare
gli si domanda ma come si fa
a preservare la fede nella grande città
No, vado via
non voglio sentire banalità
Esco in strada e mi metto a vagare
cercando qualcosa che non è banale
cerco la e cerco qua,
sapendo già da chi voglio andare
Si, non voglio più
non voglio più banalità
E intanto entro ed esco da un bar
niente ferma il mio errare qua
ed intanto vola il mio pensiero su te
ed intanto sale la mia mia voglia di te
Voglio vederti, voglio toccarti,
non ragiono più con la mia mente
Mi irrita molto sentirti parlare
di come sia bella la sagra imperiale
No, sai cosa voglio
e lo so, vuoi anche tu
Rientro in casa e riaccendo la radio
non m'interessa della cristianità
io voglio te e non voglio nient'altro
e non mi frega se per lui non si può
Non si può amarti, non si può toccarti, non si può
Non si può vederti, non si può averti, non si può
per me esisti solo tu
Finisce qui ed è solo un sogno,
è una radio che non si ferma no
finisce su e finisce là,
ma la voglia di te, rimane in me
un tipo banale dall'accento volgare
gli si domanda ma come si fa
a preservare la fede nella grande città
No, vado via
non voglio sentire banalità
Esco in strada e mi metto a vagare
cercando qualcosa che non è banale
cerco la e cerco qua,
sapendo già da chi voglio andare
Si, non voglio più
non voglio più banalità
E intanto entro ed esco da un bar
niente ferma il mio errare qua
ed intanto vola il mio pensiero su te
ed intanto sale la mia mia voglia di te
Voglio vederti, voglio toccarti,
non ragiono più con la mia mente
Mi irrita molto sentirti parlare
di come sia bella la sagra imperiale
No, sai cosa voglio
e lo so, vuoi anche tu
Rientro in casa e riaccendo la radio
non m'interessa della cristianità
io voglio te e non voglio nient'altro
e non mi frega se per lui non si può
Non si può amarti, non si può toccarti, non si può
Non si può vederti, non si può averti, non si può
per me esisti solo tu
Finisce qui ed è solo un sogno,
è una radio che non si ferma no
finisce su e finisce là,
ma la voglia di te, rimane in me
